Disabilità

Che cos’è?

L’assistenza domiciliare integrata è un servizio erogato a soggetti che presentino fragilità fisiche e/o psichiche. Il servizio è fruibile senza limitazioni di reddito o età e si propone come alternativo alla degenza ospedaliera con lo scopo di incentivare la permanenza a domicilio e alleggerire il lavoro di cura dei familiari. L’ADI mette insieme servizi medici infermieristici e servizi socio-assistenziali per la cura della persona sotto il profilo sanitario, dell’igiene personale e della somministrazione dei pasti. L’ADI è un servizio elargito gratuitamente, finanziato dal Servizio Sanitario Nazionale.

Chi può accedere?

L’Assistenza domiciliare integrata viene erogata in presenza di alcune condizioni: non autosufficienza, parziale o totale, impossibilità a muoversi autonomamente per il trasferimento presso le strutture che prestano cure, idoneità della condizione abitativa e presenza di familiari che prestano quotidianamente assistenza alla persona.

Cosa bisogna fare?

L’ADI può essere segnalata al distretto da diverse figure: il medico di medicina generale, il medico ospedaliero e l’assistente sociale. Può essere richiesta dal paziente stesso.

Una volta pervenuta la richiesta viene attivata l’UVM (Unità Valutativa Multidimensionale) e si sottoscrive il PAI (Piano Assistenziale Individualizzato) che elenca gli obiettivi di cura e di assistenza, definendo un programma di intervento con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita del paziente.

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Che cos’è?

Il servizio di assistenza domiciliare per minori propone un intervento di supporto a favore del minore e della famiglia. Il servizio mira a contrastare il deterioramento delle relazioni sociali del minore e della famiglia e a migliorare la qualità della vita degli stessi attraverso attività di sostegno e accompagnamento educativo. Il servizio incentiva la socializzazione del minore promuovendone le risorse residue, garantendo un supporto alla famiglia, attraverso il sostegno alle funzioni genitoriali e facilitando i contatti tra la famiglia e i servizi. Il servizio viene erogato tramite Voucher in collaborazione con le cooperative accreditate e i servizi di Neuropsichiatria infantile.

Chi può accedere?

Il servizio di Assistenza educativa domiciliare è rivolto alle famiglie con minori che manifestano un disagio educativo o che attraversano difficoltà temporanee dal punto di vista educativo e relazionale. Il servizio è accessibile per tutti i casi che non richiedono un allontanamento del minore dal nucleo.

Cosa bisogna fare?

Per accedere al servizio bisogna rivolgersi all’ufficio dei Servizi Sociali del comune di residenza, redigere un Piano Educativo concordato con la famiglia, e scegliere tra i soggetti accreditati il servizio di assistenza educativa domiciliare più adeguato al caso specifico.

Che cos’è?

L’integrazione scolastica garantisce agli alunni con disabilità, anche grave, il diritto a frequentare le classi comuni di ogni ordine e grado (scuola materna, elementare e media). L’integrazione scolastica è garantita anche per asilo nido e università. L’assistenza scolastica degli alunni disabili viene gestita dalla Cooperativa Sociale C.OSER in collaborazione con la Neuropsichiatria Infantile, le Scuole e il personale didattico di sostegno.

Chi può accedere?

Possono richiedere l’integrazione scolastica i soggetti genitori di figli in età scolare che presentino una disabilità fisica e/o psichica, anche grave, che necessitino di assistenza fisica o di un accompagnamento nelle attività didattiche e della formazione.

Cosa bisogna fare?

Per accedere al beneficio, prima di effettuare l’iscrizione presso l’istituto scolastico prescelto, i genitori devono chiedere alla ASL3 l’attestazione del documento “Alunno in situazione di handicap”, redatto da uno specialista unitamente al documento di diagnosi funzionale che pone in evidenza le potenzialità residue dell’alunno.

Che cos’è?

L’Home Care Premium è una misura erogata dall’Inps per l’assistenza domiciliare dei dipendenti e dei pensionati pubblici, dei loro coniugi e dei loro parenti e affini di primo grado, che siano non autosufficienti. Il beneficio prevede il coinvolgimento dei Comuni che si impegnano a prendere in carico i soggetti beneficiari.

La misura prevede un rimborso delle spese sostenute per la cura e l’assistenza della persona a domicilio.

Chi può accedere?

Il servizio previsto dal progetto HCP viene finanziato dal prelievo dello 0,35% sulle retribuzioni del personale della Pubblica Amministrazione in servizio, per tale motivo, possono accedere i soggetti non autosufficienti dipendenti pubblici o pensionati, i loro coniugi se non è intervenuta separazione, parenti e affini di primo grado, soggetti legati da unioni civili e conviventi, fratelli o sorelle del titolare, se questi ne è tutore o curatore, minori orfani di dipendenti.

Cosa bisogna fare?

Per accedere al beneficio bisogna essere in possesso delle credenziali “SPID” o del “Pin dispositivo”, presentare la domanda di partecipazione al concorso, direttamente on-line nel sito dell’Inps alla sezione “Welfare, assistenza e mutualità” o, in alternativa, rivolgersi ad un CAF.

E’ necessario essere in possesso di un’attestazione ISEE in corso di validità ai fini della posizione in graduatoria.

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Che cos’è?

L’indicatore della situazione economica equivalente noto come ISEE è il documento che permette di accedere ai servizi e alle prestazioni socio-sanitarie in maniera agevolata. L’ISEE rappresenta l’attestazione dei redditi e del patrimonio mobiliare e immobiliare detenuto dalla famiglia e rapportato al numero dei componenti. L’indicatore misura la ricchezza complessiva del nucleo familiare. L’indicatore ha una validità annuale.

Chi può accedere?

L’indicatore può essere richiesto da ogni componente del nucleo familiare maggiorenne che abbia compilato la Dichiarazione Sostitutiva Unica. La dichiarazione sostitutiva unica rappresenta il documento attraverso il quale ci si assume la responsabilità di quanto dichiarato rispetto ai redditi e ai patrimoni posseduti.

Cosa bisogna fare?

L’indicatore della situazione economica equivalente può essere compilato direttamente on-line, nel sito dell’INPS dedicato, se si è in possesso di credenziali ” Pin Inps” o “Spid”, oppure può essere richiesto gratuitamente presso un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) o presso un patronato. E’ possibile, inoltre, richiedere la compilazione e il relativo rilascio presso un professionista. Per il rilascio è necessario presentare il codice fiscale e il documento di identità del dichiarante insieme al codice fiscale di ogni componete del nucleo familiare, il contratto di affitto, se si risiede in locazione, unitamente a tutti i documenti attestanti redditi e patrimoni mobiliari e immobiliari.

Che cos’è?

Il ricovero presso una struttura residenziale è un intervento rivolto agli anziani soli che presentino profili di autosufficienza limitati e ai disabili gravi che non siano nelle condizioni di permanenza a casa. Il ricovero può avvenire per esplicita richiesta dei soggetti beneficiari o a seguito di segnalazione da parte di soggetti che siano a conoscenza del caso.

Chi può accedere?

Possono accedervi gli anziani che abbiano fatto richiesta autonomamente. La richiesta può pervenire da parte di un familiare o per segnalazione dei Servizi Sociali territoriali. Il ricovero rappresenta la soluzione alle necessità di assistenza per le operazioni di vita quotidiana dell’anziano/a o del soggetto con disabilità che non abbia altri canali di supporto. La spesa per la retta presso la struttura prescelta può essere a totale o parziale carico dell’ente comunale. La compartecipazione alla retta varia rispetto alla condizione economica del beneficiario.

Cosa bisogna fare?

Essere in possesso di un’attestazione ISEE valida. Rivolgersi all’ufficio di servizio sociale comunale per la presa in carico. La presentazione dell’istanza deve essere accompagnata dall’autocertificazione contenente la composizione del nucleo familiare e i riferimenti alla condizione economica del richiedente.

Categories: Anziani, Disabilità

Che cos’è?

Il contrassegno speciale è un’agevolazione per facilitare la mobilità dei soggetti disabili che impedisce contestazioni o verbalizzazioni improprie nei confronti del portatore di handicap. Per avere diritto a tale agevolazione il tagliando va esposto nell’autovettura del soggetto beneficiario. Il contrassegno ha una durata di cinque anni, anche se la disabilità è una condizione permanente e può essere rinnovato.

Chi può accedere?

Possono accedere le persone che hanno una capacità ridotta a muoversi liberamente e le persone non vedenti. Il contrassegno ha una durata di cinque anni e può essere rinnovato. E’ possibile, inoltre, ottenere un rilascio a tempo determinato in presenza di una condizione temporanea di disagio o a causa di infortunio.

Cosa bisogna fare?

Disporre di un certificato rilasciato dalla ASL competente attestante la disabilità da allegare alla domanda da presentare al comune. Il contrassegno viene rilasciato dal sindaco.

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Che cos’è?

Il trasporto dei portatori di handicap viene garantito dal comune di residenza per i trasferimenti da casa alle strutture riabilitative e viceversa. Il servizio si sostanzia in un rimborso spese di trasporto che può essere corrisposto direttamente alle strutture riabilitative se forniscono il servizio in maniera autonoma o alla famiglia che provvede al trasferimento.

Chi può accedere?

I portatori di handicap che abbiano presentato specifica istanza presso gli uffici di servizio sociale e siano in possesso della documentazione di invalidità rilasciata dalla ASL competente.

Cosa bisogna fare?

Bisogna presentare l’istanza di rimborso spese corredata da documentazione rilasciata dalla ASL competente unitamente al registro delle presenze del centro riabilitativo.

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